Giornata mondiale della disabilità..

Giornata mondiale della disabilità

Ho sempre avuto la netta sensazione, che celebrare le giornate mondiali dei temi più disparati, abbia una doppia morale, quella buona e sacrosanta, di chi lo fa per sensibilizzare, quella cattiva ed immorale di chi lo fa semplicemente per cercare di ripulirsi coscienze sporcate da anni di vergognoso immobilismo.
Quella che vi posto è la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, redatta nel 2006, entrata in vigore nel 2008 con la firma di 50 stati e ratificata dall’ Italia con Legge 18 del 3 marzo 2009.
Oggi ci dicono che nel nostro paese i disabili sono circa 3,5 milioni, dato probabilmente inesatto per difetto, che rappresentano quasi il 6% della popolazione, e questo non tenendo conto delle famiglie, che fanno si che questi casi si moltiplichino.
Questa convenzione non è la Bibbia, ma rappresenta, o meglio dovrebbe rappresentare, uno strumento fondamentale perché nessuno Stato, ratificandolo e quindi accentandolo, può fare politiche sociali che vanno in contrasto con tale documento.
Sono passati esattamente 10 anni dalla ratifica da parte dell’ Italia, ma l’arretratezza culturale su un tema così importante è tale da far tremare i polsi. Sì perché il problema principale è proprio la assenza di cultura, visto che da ciò che nasce poi la povertà normativa e legislativa. Come si può facilmente evincere da una veloce lettura, questo documento è completo e basterebbe seguirne gli incipit per evitare quantomeno di legiferare ad minchiam…di andare oltre semplici definizioni, mere diagnosi, freddi codici, andando invece ad intervenire sulla cultura del diverso che, se costruita a dovere, genera ricchezza e arricchimento, personale e comunitario.
Non arrendiamoci di fronte ai: “la legge non lo prevede”, “non lo include”, “non lo disciplina”, ecc…e ricordiamoci che il diverso non è solo il disabile, ma tutto ciò che non conosciamo e che quindi, in fondo, ci fa un po’ paura. Noi abbiamo bisogno che questa nuova cultura venga costruita e veicolata da tutti, perché da soli, i disabili, le proprie famiglie e tutti i “diversi”, non ce la possono fare.
Ma nel frattempo combattete, è complicato, è faticoso e spesso le energie servono per accudire piuttosto che per assistere, ma qualunque battaglia sostenuta, a prescindere dall’ esito finale, non sarà mai una sconfitta fine a se stessa.

Noi non molliamo
To be continued…

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